Ospiti a casa di Gaspare De Lama
Il 17 settembre 2022 siamo stati ospiti a casa di Gaspare De Lama e Mirella Bergamini, due persone straordinarie che, per cinque anni a partire dal 1960, hanno fatto parte di un gruppo italiano che ha avuto contatti con extraterrestri: il caso Amicizia.
Il caso Amicizia
Il contatto tra questo gruppo e gli extraterrestri ebbe inizio nel 1956 e si concluse verso la fine degli anni ’70.
Fu reso noto nel 2007 grazie al libro “Contattismi di massa”, scritto dall’ingegner Stefano Breccia.
È probabilmente il caso di contatto documentato più importante a livello mondiale, svoltosi principalmente a Pescara, Ascoli Piceno e Milano.
È stato chiamato caso “Amicizia” per l’affetto fraterno che questi esseri dimostravano verso il gruppo di terrestri. Per lo stesso motivo il gruppo chiamava gli extraterrestri “Amici” o “W56”, abbreviazione di “Viva il ’56”, l’anno d’inizio del contatto.

Il gruppo italiano comprendeva oltre cento persone provenienti da diversi ceti sociali; gli “Amici” offrivano a ciascun membro esperienze “su misura”, in base alla capacità di comprensione e di realizzazione di ciascuno.
Gli extraterrestri dissero al gruppo di essere in missione sulla Terra da millenni per aiutare l’umanità e che avevano bisogno che i membri sviluppassero sentimenti positivi sia tra loro sia nei confronti degli extraterrestri, al fine di ricavare un’energia chiamata “UREDDA”. Questa energia serviva ad alimentare i macchinari della loro base sotterranea, che si estendeva tra Rimini e Pescara per circa 300 km e si trovava a 12 km di profondità.
Il triste epilogo
Il caso Amicizia, come già scritto, si concluse verso la fine degli anni ’70 a causa di lotte interne al gruppo: gelosie, invidie e altre tensioni.
Evidentemente non basta vivere un’esperienza grandiosa come il contatto con esseri originari di altri mondi: alla fine ci si abitua anche alla meraviglia, e tornano a prevalere i soliti sentimenti negativi, nonostante gli insegnamenti spirituali di pace e fratellanza che gli “Amici” elargivano al gruppo.
Non basta, quindi, stringere la mano a un extraterrestre.
Non basta salire su un disco volante.
Non basta entrare in una base sotterranea extraterrestre.
Se non cambiamo prima ciò che abbiamo dentro e il nostro modo di relazionarci con il prossimo e con i problemi della vita, vivere certe esperienze “spaziali” non ci renderà persone migliori.
L’intervista con Gaspare
Inizialmente abbiamo chiesto a Gaspare di raccontarci la sua esperienza all’interno del gruppo coinvolto nel caso Amicizia. Successivamente abbiamo affrontato diversi argomenti che riteniamo importanti: le implicazioni della presenza extraterrestre sul nostro pianeta, la geopolitica e la spiritualità.


Un momento più intimo
Terminata l’intervista, siamo usciti in giardino e abbiamo proseguito a chiacchierare, approfittando della spensierata disponibilità di Gaspare. Siamo tornati a casa con il cuore e la mente colmi di gioia per l’incontro con due persone semplici e libere, che ringraziamo profondamente.
Ciao Gaspare
Il 1° febbraio 2024, Gaspare è passato in un’altra dimensione all’età di 102 anni. Lo porteremo sempre nel cuore.
\ Tommaso Cocchetto
Il caso Amicizia, la storia di una relazione tra Umani ed Extraterrestri – parte 1
Se vuoi approfondire l’argomento Extraterrestre visita il sito: Verità Universale
Il caso Amicizia, la storia di una relazione tra Umani ed Extraterrestri – parte 2
Se vuoi approfondire l’argomento Extraterrestre visita il sito: Verità Universale










